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Cenni storici su Mazzolla

Mazzolla, frazione del comune di Volterra, è un antico villaggio fortificato nel XIII secolo, costruito attorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo. Situato a 351 metri di altitudine, sembra risalire ad un antico insediamento italo-etrusco, ed il nome Mazzolla sembra derivare dall’antico etrusco Mazzum.Situato in posizione strategica vicino alla foresta di Berignone, serviva come difesa alla città di Volterra assieme ad altri borghi vicini.  

Il primo documento storico attestante l’esistenza di Mazzolla risale al 1080, anno in cui furono celebrati due contratti notarili: “… che contengono due contratti celebrati ambedue sotto lo stesso giorno 18 ottobre 1082 nel villaggio di Mazzolla territorio volterrano rog. Ildibrando Not[notaio], si dimostra che nell’anno 1086 era ancor vescovo di Volterra Pietro, il quale nei divisati due contratti concede diversi beni a livello e a censo ad Ugo di Guido…..” (Giachi, tomo terzo, p. 95). In epoca medievale al nome Mazzolla fu associato il nome Paterno, come confermerebbe l’intitolazione della sua chiesa parrocchiale a San Lorenzo in Paterno. Ancora nel 1236 Paterno, insieme a Roncolla, Monte Terzi, Gello, Spicchiaiola ed altri faceva parte delle ville sotto la giurisdizione di Monte Voltraio.

Nel 1294, dopo che un anno prima aveva rinnovato giuramento di fedeltà e soggezione al Comune di Volterra, Mazzolla si trovò coinvolta in un contrasto con Colle Val d’Elsa perché i suoi abitanti, andati a macinare il grano in quella località, furono depredati di tutto, comprese le bestie. Autorizzati dal podestà Niccolò da Siena e dal capitano del popolo Nere de’ Bardi di Firenze, gli abitanti di Mazzolla dettero vita ad una vera e propria guerriglia che, con continue rappresaglie e lotte, solo nel 1296 terminò con un accordo.

I popolani di Mazzolla nel 3 giugno 1318 prestarono giuramento di fedeltà a Volterra. Nel 1320 il borgo è ricordato per un censimento, disposto da Volterra, di tutti gli abili a portare le armi e nel 1334 è citato fra i castelli in cui fu inviato un giusdicente volterrano. Pare che all’interno dell’abitato del borgo esistesse un ospedale per i poveri: con testamento del 26 luglio 1348 — anno della famosa e triste peste — Iacopo di fu Neri dei Pinocchi, volterrano, lasciava pro anima sua hospitali et pauperibus de Mazzolla vulterrana et pauperibus de vulterris usumfructus et proprietatem unius mei poteris.

La sua chiesa parrocchiale è rammentata nel sinodo della diocesi di Volterra tenuto nel mese di novembre 1356. Mazzolla è poi ricordata negli statuti nuovi di Volterra del 1401 come riportato dal Targioni Tozzetti: “Da questa gradazione uno può congetturare la popolazione, ed opulenza di essi Castelli, [….]. Dagli Statuti fatti nel 1401 si comprende, che i Castelli dello Stato di Volterra erano 33., cioè vi erano di più che nel 1288, Montecastelli, Castel Volterrano (ovvero Monte Voltraio), Mazzolla, Monte Leone detto anche Montecatini, Popoli, Sillano, Travalle, Montalbano, e Gerfalco; ma vi mancavano quelli del Gabbreto, di Villamagna, di Bruciano, e di Caselli. In questi Castelli consisteva il vero e preciso Dominio della Repubblica Volterrana, non già in tutti gli altri tanti Castelli di più, che si trovano enunciati in varj Diplomi dell’Imper. Carlo IV., poiché ivi sono enumerati, se non altro, per mantener vive le ragioni che vi aveva sopra la Repubblica, per avergli una qualche volta posseduti, o acquistati, o almeno pretesi e litigati” (Targioni Torgetti, p. 202).  Nel 1472 Lorenzo il Magnifico per ottenere il controllo delle miniere dell’allume, mandò alla conquista di Volterra un esercito di 7000 uomini capitanati da Federico da Montefeltro. A maggio l’esercito giunse a Mazzolla e dopo un assedio di due giorni la rase al suolo risparmiando solo la chiesa.

Mazzolla seguirà poi le vicende del Granducato di Toscana fino all’ annessione all’Italia nel 1860.

Nel 1551 il popolo di Mazzolla ascendeva a 164 abitanti. Nel 1745 vi si contavano 239 abitanti, e nel 1833 faceva 370 abitanti.

A cavallo del ‘700 – ‘800 nell’ambito del comprensorio di Mazzolla si possono individuare due Tenute: quella di Mazzolla e quella di Casette.

Mazzolla comprendeva ben 18 poderi: Serripalino, con terre date a livello dai canonici della Cattedrale di Volterra nel 1811; Gabbialla di Sopra; Poggiole o La Chiusa; Serripoli, di proprietà dei Cavalieri di Malta, poi allivellata all’ospedale di Santa Maria Maddalena, in seguito acquistata da Paolo Guarnacci e, nel 1819, di proprietà del Cav. Falchi; Podere delle Stalle; Catignano; Mongrillo; Gello; La Casa; Pianuggiole; Luogo detto Luoghino di Sopra; Podere delle Civette; Podere del Bugini; S. Lorenzo, nel 1753 della famiglia Maffei e poi, nel 1820, dei Falchi; La Colombaia Nuova; Luogo detto Luoghino di Sotto; Luogo detto La Fonte e la Colombaia Vecchia.

Nella tenuta di Casette, invece, sono solo quattro i poderi: oltre al podere delle Casette, Orgiaglia, Luppiano, il Picchio, Porcignano.

Interessante notare come in tutta la fattoria di Mazzolla vivessero e lavorassero, mediamente, 172 persone “di cui circa 53 uomini da vanga, con un rapporto a quadrato toscano di terre lavorate a coltura promiscua e nude, di un lavoratore su 32 q” (C. Caciagli, p. 67).

Nella seconda guerra mondiale il borgo durante la ritirata dell’esercito tedesco si trovò sulla linea del fronte e subì gravi danni fino alla liberazione di Volterra avvenuta il 9 luglio 1944.

Nella campagna circostante si trovano varie costruzioni di epoca medievale come Montebuono con la sua piccola chiesa e la sorgente d’acqua purgativa; il casolare di Catignano e Venzano. Nei pressi di Mazzolla, nella zona molto prossima alla statale 68, esisteva anche la villa di Monte Terzi, dalla collina sulla quale si snoda la statale e chiamata Monte Terzo.

Da notare inoltre nella foresta antistante Mazzolla la Torraccia o Castello dei Vescovi che fu un importante fortilizio a sud di Volterra sulla riva del fiume Cecina, di cui si ha notizia già nell’896, quando venne ceduto da Adalberto, marchese di Toscana, ad Alboino, vescovo di Volterra. Da allora il castello è sempre stato proprietà dei vescovi, tanto da costituirne la roccaforte durante la lunga lotta contro il Comune.

Tra gli stemmi dei castelli volterrani, raffigurati nelle volte e nelle pareti della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo dei Priori a Volterra, Mazzolla è rappresentata da una donna a mezzo busto: questo forse perché “Maza”, in greco, vuol dire mammella, simile a come si presenta il colle su cui si erge il borgo, piccolo promontorio che si innalza tra la campagna e i boschi circostanti.

Oggi il borgo consta di 34 abitanti. 

Bibliografia:

G. TARGIONI TOZZETTI, Relazioni D’Alcuni Viaggi Fatti In Diverse Parti Della Toscana Per Osservare Le Produzioni Naturali, E Gli Antichi Monumenti Di Essa, Stamperia Granducale, 1768. Last accessed 07 september 2026 at        https://dlc.mpg.de/toc/khi_escidoc_7183/1/LOG_0000/

E. REPETTI, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, 1839, Volume III, p. 184. Last accessed 05 september 2026 at https://www.dizionario-repetti.it/articles/mazzolla

L. LAGORIO, Dizionario di Volterra. Storia e descrizione della città, personaggi e bibliografia (con altri autori), 4 voll., Pacini e Migliorini, Pisa-Volterra 1997-2001

A. F. GIACHI, Saggio di ricerche storiche sopra lo stato antico e moderno di Volterra dalla sua origine fino ai tempi nostri, tipografia Sborgi, 1887