Concorso Olio Nuovo 2026

Appuntamento imperdibile aperto a tutti i produttori di olio di Volterra !!! Parte di VolterraGusto, l’annuale concorso per eleggere l’olio nuovo più buono del 2026 si tinge di verde speranza, dopo che nel 2025 l’associazione Amici di Mazzolla è stata obbligata ad annullare l’evento a causa di mancanza di concorrenti – a sua volta originata da scarsissimo raccolto a causa della mosca olivaria.
Tradizionalmente associati a brevi conferenze da parte di esperti sulle tradizioni della coltivazione dell’olivo, condotto da una giuria non professionale ma di alto livello, il concorso permette ai partecipanti e spettatori di assaggiare oli di stretta provenienza del territorio, accompagnati da polenta, fettunta e sfiziosi piatti.
Da sempre l’olio ha svolto un ruolo molto importante nella vita delle civiltà. Di olio e di olivi tramanda la letteratura, l’arte, la religione. Di olivi han parlato Ovidio, Virgilio, Cicerone, Orazio – e Omero.
Omero nell’Odissea racconta del talamo nuziale di Ulisse e Penelope costruito su un ceppo di ulivo secolare intorno al quale fu edificata la camera da letto. È proprio con il segreto dell’originale costruzione del talamo che Ulisse di ritorno dal suo lungo viaggio, creduto morto, riesce a farsi riconoscere dall’amata e fedele Penelope.
“Nessun uomo vivo, mortale, giovane e forte, lo smuoverebbe con facilità: perché v’è un gran segreto nel letto lavorato con arte; lo costruii io stesso, non altri. Nel recinto cresceva un ulivo dalle foglie sottili, rigoglioso, fiorente: come una colonna era grosso. Intorno ad esso feci il mio talamo, finché lo finii con pietre connesse e coprii di un buon tetto la stanza, vi apposi una porta ben salda, fittamente connessa.
Dopo, recisi la chioma all’ulivo dalle foglie sottili: sgrossai dalla base il suo tronco, lo piallai col bronzo, bene e con arte lo feci dritto col filo, e ottenuto un piede di letto traforai tutto col trapano.
Iniziando da questo piallai la lettiera, finché la finii, rabescandola d’oro e d’argento e d’avorio.
All’interno tesi le cinghie di bue, splendenti di porpora.
Ti rivelo questo segno.”
(Odissea, XXIII, 187-202)
Lo sapevi ?
Seguendo una tradizione plurisecolare, in Toscana ci sono ancora donne che tolgono il malocchio con l’olio d’oliva.