Giuseppe Benedetto Viti
Giuseppe Benedetto Viti (1816-1860) fu un viaggiatore e commerciante in grande anticipo sui suoi tempi.
A soli otto anni, Giuseppe seguì il padre negli Stati Uniti, dove suo zio aveva già aperto delle attività ben avviate ed imparando la lingua inglese e le basi del commercio. Al suo rientro in Toscana si dedicò al commercio dell’alabastro.
Dopo un primo insuccesso negli Stati Uniti, Viti nel 1841 partì per il Sud America, dove riuscì a ottenere un grande successo economico, sebbene la sua sete di avventura lo spingeva verso altri lidi.
Nel 1846 si recò in India, dove il suo alabastro conquistò Rajah Wajid Ali Shah Re del regno di Awadh (parte dell’odierna India ) che lo nominò Emiro del Nepal. Dopo due anni, Viti, ormai ricchissimo, volle però tornare in patria, per partecipare alla costruzione dell’unità del nostro paese.
Con le immense ricchezze accumulate, Viti acquistò un palazzo a Volterra ed uno a Mazzolla trasformando entrambi in dimore prestigiose. Rimase a Volterra fino alla fine della sua vita, vedendo realizzato il sogno che aveva sempre coltivato: l’Unità d’Italia e così la sua famiglia ebbe l’onore il 1 ottobre 1861 di ospitare Vittorio Emanuele ll nel loro Palazzo a Volterra.